Interventi Oculistici​

L'analgosedazione o la sedazione in oculistica possono essere sfruttate in molte tipologie di interventi, sia per aiutare il paziente a gestire l'ansia pre e post operatoria, sia per mettere in condizione il chirurgo di operare in maggiore tranquillità e sicurezza.

Interventi con Sedazione

  • Cataratta
  • Sostituzione lente intraouculare
  • Entropion
  • Ectropion
  • Calazio
  • Pterigium
  • Neoformazioni congiuntivali
  • Introduzione lente intraoculare fachica

Interventi con Analgosedazione

  • Vitrectomia per distacco di retina
  • Vitrectomia per pucker maculare
  • Vitrectomia per foro retinico
  • Cerchiaggio per distacco di retina
  • Glaucoma (faco trab o trab)
  • Impianti secondari a fissazione sclerale
  • Impianti secondari ad enclavazione iridea
  • Vitrectomia per trazione maculare
  • Vitrectomia per emovitreo
  • Blefaroplastica funzionale

I Vantaggi

Della Sedazione e dell'Analgosedazione
Abolisce l’ansia preoperatoria

Affrontare un intervento chirurgico, anche se mini invasivo, può creare uno stato di ansia, in particolare un intervento sull’occhio, considerato un organo “delicato”.
Grazie alla sedazione potrai affrontare la procedura chirurgica in uno stato di tranquillità che renderà tutto più semplice, sia per te che per il chirurgo.

Garantisce amnesia retrograda

Grazie all’utilizzo di farmaci che generano un’amnesia retrograda, dimenticherai le fasi immediatamente precedenti all’intervento.
Ciò ti consentirà di affrontare una eventuale successiva procedura con più tranquillità e senza ansia, in quanto  conserverai un ricordo gradevole.

Rende la procedura chirurgica più gradevole

L’abolizione dell’ansia e l’amnesia retrograda ti faranno vivere l’intervento in uno stato di beatitudine rendendo il tutto più gradevole.

Scarsità di fenomeni di accumulo

I farmaci utilizzati hanno un profilo di sicurezza elevatissimo, per cui anche in caso di prolungamento dell’intervento i fenomeni di accumulo dei farmaci sono scarsissimi.

Possibilità di antagonizzare gli effetti collaterali

Tutti i farmaci utilizzati per queste tecniche hanno degli antagonisti, per cui in rari casi in cui ce ne fosse bisogno, l’anestesista potrà antagonizzare farmacologicamente gli effetti ripristinando rapidamente lo stato di vigilanza del paziente.

Brevissima durata di azione degli effetti farmacologici

Tutti i farmaci che vengono utilizzati hanno un profilo di sicurezza elevatissimo, compresa la durata d’azione che è molto breve e quindi non generano fenomeni di sovradosaggio.

Rapido outcome dei pazienti

La breve durata d’azione dei farmaci utilizzati, la scarsità di fenomeni di accumulo, la possibilità di antagonizzarne gli effetti, garantiscono un rapido outcome dei pazienti.
Sarai quindi in grado di lasciare la struttura in cui hai subito l’intervento in tempi brevissimi senza necessità di ricovero.

Miglioramento del comfort

Queste tecniche garantiscono maggior comfort intraoperatorio per il paziente ma anche miglior comfort per il chirurgo che grazie a ciò sarà più rapido nell’esecuzione dell’intervento.

Migliore controllo del dolore

Grazie all’accesso venoso da cui vengono infusi i farmaci per la sedazione, è possibile iniziare la somministrazione dei farmaci precocemente, (Pre emptive analgesia) ottenendo così un miglior controllo del dolore post operatorio.

FAQ

Le mie risposte ad alcune delle domande più frequenti

Tutti possono essere sedati?

Non esistono controindicazioni alla sedazione e tutti possono giovarsene. Persone molto anziane o debilitate o affette da gravi patologie cardiache o polmonari necessitano di riduzione dei dosaggi e di sorveglianza più stretta. Bambini in età prescolare o pazienti non collaboranti possono essere sedati, ma è preferibile utilizzare ambienti specializzati.

Che cosa succede se sento dolore? O fastidio?

Visto che l’intervento richiede di essere immobili, non è possibile parlare; in questo caso prima dell’intervento ci si mette d’accordo con l’equipe operatoria su un gesto che richiama l’attenzione, come sollevare la mano o un dito della stessa: richiamata così l’attenzione, il chirurgo e l’anestesista potranno provvedere a ripristinare le condizioni operatorie ottimali. Rimanere sdraiati a lungo sul lettino operatorio può causare fastidio e pressione sull’osso sacro, sui glutei, sulle spalle, sulla schiena. L’equipe si adopererà in tutte le maniere perché la seduta sia il più confortevole ed imbottita possibile, anche se a volte problemi posturali non sono completamente eliminabili.

Che cosa succede se mi addormento?

Niente, l’anestesista la sorveglierà finché sarà necessario ed eventualmente potrà somministrare un farmaco antidotico che ribalterà gli effetti della sedazione e del sonno

Se a casa ho dolore, che cosa posso fare?

Le verrà prescritto un analgesico e Le verrà specificato quando assumerlo. In genere la prima dose Le sarà già stata somministrata durante l’intervento, in modo da assicurarle una transizione dolce dalla anestesia /analgesia intraoperatorie alla fase postoperatoria. E’ in genere preferibile che gli analgesici vengano assunti con regolarità ad intervalli costanti, per es 1 compressa ogni 12 h. In caso il dolore sia assente o lieve si può evitare qualsiasi assunzione. 

Perché debbo farmi riaccompagnare a casa ?

I sedativi, tranquillanti ed eventuali analgesici producono una diminuzione della vigilanza, della capacità di concentrazione ed attenzione che può prolungarsi per almeno qualche ora dopo la loro somministrazione. Quindi la capacità di guidare l’auto o altro mezzo mobile, la capacità di comprensione, di lettura, sono diminuite. Il pericolo è proprio insito nel fatto che il paziente è sveglio, può vestirsi, camminare, parlare ed è convinto di essere e di comportarsi in modo normale, mentre non è così! Dunque è opportuna la presenza successiva all’intervento di una persona adulta che riaccompagni il paziente al domicilio. In ogni caso, se risulti impossibile trovare un accompagnatore munito di auto, è vivamente raccomandato utilizzare un taxi, ma sempre accompagnati.

Che cosa succede se sono allergico alle medicine?

Chi è allergico a sostanze medicinali (o non, come cibi, cosmetici, metalli, ecc.) deve avvertire il personale della sala operatoria e l’anestesista del problema e specificare a quali sostanze ha presentato reazione e con quali sintomi. In genere la reazione allergica si manifesta con rossore diffuso al corpo, eruzione di vescicole o pomfi, prurito, abbassamento della pressione arteriosa, fino alle reazioni più gravi dove necessita l’intervento medico. Altri tipi di reazione, come disturbi intestinali, bruciore di stomaco, nausea, non sono espressione di allergia, ma di intolleranza, cioè rappresentano effetti collaterali più o meno noti di molti farmaci. In ogni caso, se sono state eseguite prove allergiche è importante portarle in visione alla visita in studio. Pazienti allergici a numerose sostanze (poliallergia) è bene documentino con le prove allergiche a che cosa sono risultati allergici. A tutt’oggi non esiste la possibilità di testare con le prove cutanee tutti i farmaci in commercio poichè essi sono migliaia; d’altra parte ciò significa anche che è possibile comunque utilizzare farmaci cui il paziente non sia allergico dato che per ogni classe di farmaci (sedativi, ipnotici, analgesici, antibiotici, ecc.) esistono molecole assai diverse chimicamente alle quali è presumibile il paziente non manifesti reazioni. In caso accadesse una reazione allergica, la sala operatoria è attrezzata con tutti i presidi ed i farmaci idonei a fronteggiare il pericolo.

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